giovedì 24 dicembre 2009

guerra agli umani


Un aspirante supereroe lascia la civiltà destinata al declino per fondarne una nuova. Ma quasi niente va come dovrebbe. Forse perchè c'è qualcosa di sbagliato nell'idea stessa di civiltà. O forse è solo il posto ad essere sbagliato.

i migliori album di matrice indie 2009



indie è solo un modo di chiamare alcuni artisti che, non avendo ancora avuto un successo riconosciuto, si affidano a case discografiche non appartenenti a circuiti di major per produrre lavori che possono, anche per questo, risultare più innovativi e immediati di altri. purtroppo in questo periodo non è una definizione scontata. il problema odierno, e non solo in campo musicale, è l'intermediazione. tutto sembra dover passare attraverso 200 processi per arrivare al nostro prossimo, indagini di mercato preventive, scervellamenti su pubblicità il più ammiccanti e dietrologhe possibile, rappresentanza elettorale scesa dall'alto e propinataci in modi ributtanti, anche i rapporti interpersonali, come già ho avuto modo di esprimere, risultano mediati in modo ancora più accentuato rispetto al passato. tutto nell'ottica di promuovere noi stessi al meglio, e non il più fedelmente possibile. c'è una bella differenza. cercando di accattivare gli altri si modifica inesorabilmente tutto quello che è il nostro essere più genuino e immediato, più emozionante quindi, più personale e che più può farci sentire vicino come individui. nel momento in cui prendiamo noi stessi e cerchiamo di declinarci al più grosso numero di persone possibile, questo viene meno. si costruisce un qualcosa che possa andar bene a tutti e si perde di personalità. con effetto conseguente per cui, nel profondo, ci si disgrega. la stessa cosa avviene in campo musicale. molti gruppi o artisti col tempo si perdono proprio per questo. non per il successo in se, ma per il graduale piegarsi alla logica della massa. la massa, dal canto suo, apprezzerà superficialmente in numero maggiore, ma risentirà di una mancata vicinanza che solo la vera espressione artistica (immediata per natura) può trasmettere. questo in soldoni il mio pensiero sull'indie. il termine ultimamente è talmente abusato da essere diventato di moda ed aver perso il suo vero significato, alla fine piuttosto banale. produzione non distribuita in grandi quantità, per questo più grezza e meno attenta a certe logiche.
nme quest'anno, rivista di sicuro riferimento indie, ha stilato una classifica dei 50 migliori album del 2009. emergono tra tutti, a mio parere (avrò ascoltato una ventina degli album citati) florence and the machine e i the pains of being pure at heart, poi bombay bycicle club, passion pit e wild beasts.
nella classifica sono ben presenti album pubblicati con major.
le mie ragioni sono principalmente queste.








questo mi ha fatto impazzire per un bel po. come zompano loro, nessuno.

(depeche mode? naaa)

martedì 22 dicembre 2009

happy birthday guadalupe

come ogni anno dall'uscita del primo album i the killers hanno rilasciato un singolo natalizio. e come da tradizione il video è ambientato ossimoricamente in messico. le sonorità sembrano risentire della riedizione di "Hotel California" degli Eagles, incisa la scorsa estate sempre per beneficenza nell'album "Rhythms Del Mundo Classics". per la prima volta, inaspettatamente, un pezzo che supera quello di don't shoot me santa del natale 2007 (mio indiscusso preferito).
il successo pop non ha effetti globalmente rincoglionenti. aggiungo il dato alla mia catastriofica ricerca sul campo e pubblico.





(indimenticato, il video resta il migliore)

mercoledì 9 dicembre 2009

carneade


Chiasso inutile, fatto per darsi fiato a forza, per svuotarsi sugli altri. Il sottile senso di vuoto, di inadeguatezza che ogni tanto sentiamo, è patrimonio comune, non serve ribadirlo. E' la fame. Siamo imbottiti di qualsiasi ben di dio, oggetti tecnologici, distrazioni, corsi di peto in sospensione sul mignolo sinistro ma la nostra natura non può prescindere dalla stomachevole sensazione che manchi sempre un tassello, che l'appagamento sia molto più in là, che ciò che ci circonda non basti a se stesso. Il propellente è la ricerca, il tempo è la disgrazia, gli altri sono per lo più i nemici. Nemici del proprio silenzio, ma non perchè si debba a forza essere critici, ma perchè l'altro è per la maggior parte falso, dalle piccole frasi ai discorsi più pesanti. Non scappa, si sgama in pieno negli occhi, nella modulazione vocale, nel modo di gesticolare. Non ti mette a tuo agio, preso com'è da miriadi di paure, piccole invidie, goffaggini da nascondere, immagini da dare, vuoti da riempire. Non è così per tutti ma quando accade è come se ne sentissi in pieno la sconfitta su di me, come se capissi che non c'è nulla da fare, che per quanto la società si proclami in evoluzione ha solo affinato la tecnica per la quale ognuno riesce a fottere il prossimo nella maniera più subdola possibile. Da qui trasformiamo quello che dovrebbe essere il contenuto, il fottere, nella forma, la sua declinazione più subdola concepibile. E in questo modo il contenuto scompare, pur restandone gli effetti, ma a nostro modo di vedere non c'è, è inglobato nella forma e accettiamo che sia accettabile.
Ecco le milizie della superficie si schierano serrate davanti e proclamano la leggerezza con le loro trombe, e urlano e fanno chiasso ballando madonna e fottendo il prossimo, e lamentandosene quando capita a loro. Piagnistei e noia e rumore e inutilità.
Ecco le milizie di coloro che si proclamano intenditori che scansano il prossimo come fosse lebbra se non è abbastanza conformato alla loro visione della vita e non dà a vedere che anche lui qualcosa ne sa. Menti piccole come bottoni, culo stretto e chiappe sode, da sfondare a forza.
Ecco il giullare imbottito e grasso che fa carriera millantando cose che neanche sa, fa gioco sulla debolezza altrui, sullo spirito di conformazione che si annida in ognuno, lo sfilaccia un po, rischia che si spezzi ma alla fine ce la fa. Lingua ruvida, pantaloni abbassati, piscia sul prossimo e sale i gradini.
Ecco il giovane dai grandi sogni, stanco del mondo, si piega perchè non può fare altrimenti, non ha più voglia di pensare e di farsi problemi e di opporsi, sa che prima o poi il conformismo lo invaderà e inizierà anche lui ad utilizzare il prossimo e a fare grandi sorrisi e a parlare a sproposito. Delusione, vuoto virulento e contorcimenti quando un giorno si sveglierà e ciò che è busserà alla voce della sua coscienza narcotizzata per sbattergli in faccia il fallimento di se.
Ecco un segugio, che ti guarda da basso tranquillo, che se è incazzato ti ringhia addosso, che la notte ti dorme a fianco, che pretende solo rispetto e se glie lo dai non lo nega. Nobile e fiero e fedele e sincero per natura profonda sua, vivrà semplicemente per ciò che è, fottendo gli uomini con la sua profonda coerenza e, soprattutto, senza alcun senso di colpa o rimorso o sensazione di non aver fatto tutto quello che c'era da fare. Perchè se ha amato, l'ha fatto fino in fondo e senza disturbare, e se ha ringhiato era perchè si sentiva in pericolo e difendeva ciò che riteneva davvero importante.

giovedì 3 dicembre 2009

promo di lost e speranze di azzeccamento




grattano il palato in maniera pesante, ne esce in media uno alla settimana e mai che ci inzuppino qualche immagine della nuova serie. che sia un bene o un male ancora non me lo sono chiarito.

mi approccio ogni volta al link in modo quatto e guardingo, la freccetta del mouse gira intorno al play per un po prima di affondare il colpo. spero di non vedere nulla che rovini l'attesa ma nello stesso tempo spero sottilmente di sbirciare, almeno, qualche scenario o la faccia di qualche personaggio in un' espressione qualsiasi.
l'ultimo è della rete spagnola "cuatro" e ne dà a quelli americani di santa ragione:



con "everything in the right place" come sottofondo e la scacchiera, parla da solo. unico neo il fatto di tirare in ballo dio, spero non sia stato fatto a ragion veduta.

se le fila che tireranno rispecchieranno le stagioni passate, sarà sicuramente una delle migliori opere televisive compiute, o almeno a livello di serie, la più interessante.
escludendo twin peaks di lynch che nella seconda parte si perde tra i fuochi fatui e svariona un po troppo.

giubilio della mente tutte le questioni etichettate "ritorno al futuro & correlati": regole di coerenza spaziotemporale, fisica quantistica spicciola, libero arbitrio, complottistica della miglior specie.
del tipo:



se fanno saltare tutto con discorsi para religiosi fondo l'hard disk e continuo a leggere asimov.

nota triste: se digito lost su google images i primi risultati riguardano loro >>>
in italia abbiamo un filtro come in cina.

mercoledì 2 dicembre 2009

sun's up we wait all day



foals.
una delle scoperte che più mi ha esaltato quest'anno. una band il cui ultimo singolo, Olympic airways, avrò ascoltato una cosa come 450 volte in pochi mesi, vincitore di ogni mio personale award per:

- video che crea dipendenza catalettica
- pezzo col più elevato numero di ascolti in un'ora, il che vuole banalmente dire un'ora di seguito
- colonna sonora mattutina di tranquille passeggiate verso il lavoro, il più delle volte a 10/15 km orari dato il ritardo e il pullman appena passato (degno relax di ogni giorno, sudore annesso)
- causa più alta di incazzature presso i miei 5 coinquilini per l'elevato volume e il loop, alle loro orecchie (giustamente) insopportabile



ammetto di aver spesso alternato ad esso video, i pezzi contenuti nella limited edition dell'unico album uscito, Antidotes.

adoro i testi scarni e pieni di immagini e concetti essenziali, mi faccio trascinare dagli arpeggi di chitarra così semplici e decisamente ripetuti, dall'utilizzo di un'elettronica mai abusata, ma dosata e discreta.
due pezzi che vale la pena ascoltare almeno una volta: