mercoledì 7 aprile 2010

foals - this orient e timori vari



ahia.
la svolta non math dei foals inizialmente esalta. col secondo album li pensi maturati. passi dalle note in sequenza ripetuta, battute da testi concisi depressi e introspettivi (immagini pressate come fossero state zippate o sradicate di ogni termine superfluo) del primo album, al primo singolo del secondo album, spanish sahara: un discorso compiuto, quella che potrebbe benissimo essere una lettera. qualche fermo immagine nel ritornello, ma parecchie emozioni espresse, non più pennellate singole ma un insieme sfaccettato. nessuno fa volare palloni gonfiati da benzina per 10 strofe completamente identiche, nessun verso ci avverte che è solo un altro ospedale, ci descrive capitani fatti di aghi di metallo o re che muoiono con coltelli di plastica.
non rimpiangi l'anarchia e la libera immaginazione dei fotogrammi concisi del lavoro pregresso perchè accetti la possibile evoluzione di pensiero ed espressione in quello a venire.

ma, arriva il secondo singolo. suona come non poche zone di weekend in the city dei bloc party. mi piace parecchio. ma mi fiondo sul testo e non posso che constatare che nel più musicalmente classico dei ritornelli "è il tuo cuore a darmi questa sensazione occidentale".
ok. aspetta.
all'orecchio continua a piacermi pur suonando canonica rispetto al lavoro passato, ma scorro l'intero testo e parte la smorfia al labbro.

poi disgraziatamente leggo:

Inizio video: foals - this orient - warner music.

poi cerco su wikipedia

Primo album: foals - antidotes - transgressive records.

Non voglio fare il solito catastrofista.

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