lunedì 13 settembre 2010

flowers: un album da band presentato come solista



brandon flowers centra il primo posto in uk col suo nuovo album, "flamingo", e non può che saltare su una domanda, che apparirà banale ma è inevitabile: che senso ha fare un album solista che suona esattamente come un album dei killers? nel momento in cui ci si distacca si vuole un approccio diverso, un livello espressivo diverso o una sperimentazione che con un gruppo risulta necessariamente mediata. e invece scorrendo le tracce è come vedere una sorta di mezza strada fra sam's town e day and age, nessuna agguantata dal buon sawdust se non nella buonissima cover di bette davis eyes di Kim Carnes, in linea con le ottime cover già presentate nell'album di b-sides. sicuramente il ritorno ad un rock più tradizionale non suona stonato, ma ci si aspettava una svolta di qualche tipo, anche solo elettronica, un album human-evolutivo, dato che era stato lui a voler collaborare con tale jacque lucont anche conosciuto come Stuart Price ovvero uno dei più attivi produttori in scena pop ed elettronica dance. che poi: day&age, come già ho avuto modo di sputacchiare in questa sede, non è assolutamente paragonabile alla sperimentazione vera di sawdust, ed è secondo me il peggiore dei 4. ma almeno la curiosità di una svolta o di un imprinting diverso c'era.
invece, nulla di che. pezzi assolutamente in linea con i vecchi, alcuni forse un po' più fiacchi, in ogni caso nessuno che sembri giustificare un distaccamento dalla band dato che sono esattamente i pezzi che con la band potrebbero essere suonati.
perplessità a parte, su youtube già si trovano registrazioni di suoi live e se non fa uscire questa come singolo, per me fa un errore colossale. sul suo talento come interprete ci sono pochi dubbi. è lo sviluppo della creatività musicale che vacilla.

2 commenti:

  1. E quando l'indie man vacilla, il pop boy (come me) ne guadagna. Credo che tutta questa operazione serva a farlo conoscere meglio e a rilanciarlo ancora più solido dentro la band. Il segnale chiaro è proprio questo mantenimento di identità: si rischia pochissimo ma si rafforza l'artista. Non a caso c'è lo zampino della Universal, mentre loro sono sempre stati prodotti dalla Island Records.

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  2. la logica la intendo, però si rafforza un'immagine a discapito del contenuto, che lui ha sempre tenuto a sottolineare come creativo e di qualità. spero solo che la stabilità acquisita con questa operazione abbia il semplice effetto di sdoganare la creatività col successivo album dei killers. vedremo.

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