la prima chitarra è stomaco e sobbalza, che quando subentra la seconda, compare anche il cervello e sei cosciente, in attesa, e aspetti. il fegato è lì pronto ed è il basso che inizia a schizzare la bile nel corpo per imbastire il pasto. le parole hanno gli occhi e le dita e ti mostrano che sotto scorre un asfalto liscio e perfetto, e sai che la ciccia sarà succulenta e sanguinolenta e nutriente. ma non ti tocca aspettare, le gambe hanno i pistoni e sono batteria quando inizia a pestare il terreno, e quando hai già capito che i cori ti avvolgeranno, hai già anche realizzato che i kings of leon hanno fatto un singolo di qualità, di quel rock che non può che convincerti dalle viscere da cui lo senti, e il cibo ti riempie e non straborda, e alla fine ti lascia la solita sana voglia di averne ancora e di azzannare e di strappare la carne dall'osso e di masticarla e sentirla tra i denti.
e mentre i muscoli pulsano ancora pieni, alla fine, ripensi a quando springsteen voleva solo sentire un po' di ritmo e delle chitarre che suonassero per radio.
lui accontentato, io sazio.
e mentre i muscoli pulsano ancora pieni, alla fine, ripensi a quando springsteen voleva solo sentire un po' di ritmo e delle chitarre che suonassero per radio.
lui accontentato, io sazio.
0 commenti:
Posta un commento